Prologue

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"Nemo me impune lacessit" E.A.Poe, The Cask of Amontillado

Benvenuti nella tana del Lupo: la Wolfschanze. Un luogo perso nella memoria stessa del tempo. Non abbiate timore. Esso non vorrà convincervi di nulla né nulla mostrarvi più di quanto già non conosciate. Solo, fornire a tutti i viandanti nuove lenti per osservare ciò che circonda ognuno di noi. Sia esso spaventoso, osceno, ironico o divertente, il Lupo non è che un Narratore. Storie di paura, orrori e sciocchezze. Metafore dei nostri patemi quotidiani.. O forse no...? Come che sia, entrate, giovani prede...il Lupo è qui ad attendere ciascuno di voi.

Lone Wolf

Lettori fissi

Ladies & Gentleman's: Your Soundtrack

martedì 3 marzo 2009

Let The Feast of Fools Begins





Lasciate che la Follia pervada le vostre menti.


Inebriatevene.

Pigiate sull'accelleratore mentre tornate a casa dopo il primo bacio.

E cantate mentre lo fate.

Una canzone a caso.

La più bella.

O la più stupida.

Non ha alcuna importanza, quando è "la più".

Scioccate le persone che avete intorno.

E subito dopo liberatevi di quelle che non v'apprezzano per questo.

Osate.

Sino al limite di ciò che riuscite ad immaginare

Dopo pentitevi, se volete.

Ma col sorriso del moccioso che lo rifarà alla prima occasione.

Pietà non sia richiesta.

Avrete tempo per mostrarvi umili.

Nè concessa.

Avrete tempo per mostrarvi caritatevoli.

E se invece non ne aveste,

Avrebbe davvero senso, sprecarlo così?

Abbiate molti amori.

Ma solo uno da ricordare nelle poesie della vostra mente.

Rispettateli tutti però.

Non potrete mai sapere se per qualcun'altro siete voi, quel ricordo.

Tradite, mentite e bevete.

Se è questo il vostro modo di colorare il grigio d'argento.

E non temete mai nulla.

Se non che la Follia, disgustata,

Alla fine v'abbandoni.




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"The world of Men will fall"

lunedì 9 febbraio 2009

STORIE DI NESSUNO (Parte II)





Alle volte lo faccio di venire sin qui da casa.

...Non è che l’aspetti.

Su questo terminal, l’aereo non fa neanche più servizio.

Ma non si sa mai...

A volte vedo qualcuno avvicinarsi, uscendo dalla porta,

E qualcosa mi si muove dentro.

La speranza.

Credo.

Dopo tutto.. se il Grande Fratello è arrivato alla nona edizione,

Significa che può succedere qualunque cosa.

....

Leggo persino i giornali adesso.

E non soltanto le vicende giudiziarie o i resoconti di guerra.

Storie di cronaca.

Casi umani.

Dieci righe su quanto è successo ad un angolo d’una strada di Palermo.

O due gemelli identici.

Che si incontrano dopo trent’anni

E scoprono di fumare la stessa marca di sigarette.

E di essere sposati tutti e due, con una Francesca.

Cose così.

.....

E’ venuto qualcuno dal sud e mi ha detto che quella sera Giovanni era riuscito a chiudere l’affare.

Adesso vive da qualche parte, in Francia.

E mi è arrivata una cartolina da Stefano.

Un paesaggio quasi polare.. che non conoscevo.

Il timbro, però, era della Norvegia.

Quindi immagino che sia rimasto ancora nel giro, dopotutto.

....

E’ cominciata una nuova epoca ormai.

La politica.

Il mondo.

Ogni cosa è diversa.

....

Io me la passo bene, in questo periodo.

…. Continuo a vincere.

...Ma non è più come prima.

Me ne sto seduto con le spalle al muro.

E fisso l’ingresso.

Non si sa mai chi potrebbe entrare.

Qualcuno portato dal vento…

In fondo..

Dicono che questo stia diventando il paese degli uragani.





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"The world of Men will fall"

sabato 17 gennaio 2009

Storie di nessuno (parte I)


Rientrò nella casa che erano ormai passate le due del mattino.

Una delle luci era ancora accesa.

Lo stava aspettando.

Chiudendosi la porta dietro le spalle cercò di non far scattare la serratura difettosa.

Forse stava già dormendo.

Forse non era il caso di svegliarla.

Non fece in tempo a terminare il pensiero.

Erano i suoi occhi, quelli che brillavano alla luce della piazza.

Aveva davvero dei begli occhi.

«Dove sei stato?» chiese lei.

Un attimo di incertezza «Non riuscivo a dormire… ho fatto una passeggiata» rispose.

«Nemmeno io… sono così... emozionata per domani»

«...Davvero?»

«Ma certo» rispose lei saltandogli al collo «Ma ci pensi? Io e te.. Parigi.. Dopo tutto questo.. non sarà un paradiso?»

«.. Già..»

La sua idea non stava funzionando.

Troppe cose gli tornavano alla mente contemporaneamente.

Ogni volta che la fissava era come se un’ondata spazzasse via ogni cosa.

Ma un attimo dopo, i pensieri tornavano alla carica.

Non aveva mai fatto tanto caso al potere che lei aveva di annullare qualsiasi sua preoccupazione.

Male.

«Ehi..! Ma va tutto bene? Sembri strano… come incantato…» disse lei sorridendo.

«No… mi sento come… se stessi aspettando qualcosa»

«Aspettavi me?» disse lei ridendo.

“Da una vita”, pensò lui.

Andava in visibilio quando glielo diceva.

Un attimo di pausa.

«........... E’ vivo» fu tutto quel riuscì a rispondere.

Lei si tirò indietro di un passo.

Per un attimo lo fissò come fosse un estraneo.

Fino a quello sguardo, lui non si rese neppure conto di quel che aveva detto.

«Cosa stai dicendo?» furono le sole parole di lei.

«L’ho trovato meno di dodici ore fa. Ha passato momenti davvero orrendi. Ma è vivo. E ti sta aspettando in quella che era casa vostra» rispose lui, ancora senza che alcuna di quelle parole fosse veramente voluta.

Lei era diventata pallida come un cencio.

Sembrava svuotata.

Una sola lacrima sembrava indecisa se fare capolino dai suoi occhi, trattenuta a stento per non so quale volontà.

Un altro passo indietro.

Gli scagliò addosso uno sguardo che sembrava il più dolce dei pugnali.

Incredula per ciò che aveva sentito afferrò la sua giacca.

Lo guardò solo un’altra volta, sulla soglia della porta.

Quasi stesse uscendo come se nulla fosse stato.

Poi se la richiuse alle spalle.

La serratura difettosa scattò un’altra volta.

Lui s'avvicinò alla finestra.

La vide correre lungo la strada che conduceva al centro.

Sapeva bene non l’avrebbe più rivista.

E ancora non riusciva a capire perché.

Certo.

C’erano le foto di loro due insieme.

Lui le aveva viste meno di un giorno prima.

Per caso.

Tra le cianfrusaglie di lei, una vecchia busta.

Due sguardi in un fotogramma.

Nulla più.

Poi l’aveva guardata mentre stava cucinando.

Lei se n’era accorta.

Gli aveva sorriso.

Stupendo.

Ma diverso.

Molto diverso.

Era stato quello il momento in cui aveva capito,

Che qualsiasi cosa avesse fatto,

Lei non l’avrebbe mai guardato come guardava lui.

E non c’era nulla che potesse cambiare questo fatto.

Nulla.

Così l’aveva trovato.

Era certo che si fosse salvato.

Solo che quegli incapaci non avevano capito dove cercare.

Ma del resto, quello era il suo, di lavoro.

Trovare quelli che non vogliono o non possono essere trovati.

Era sempre stato bravo in quello.

Assai meno nel resto, a quanto pareva.

Lei era scomparsa dietro all’isolato.

C’era una stazione di taxi, lì.

Sperò ne avrebbe preso uno.

Accostò la tenda.

Ormai non c’era rimasto molto da vedere.

E non solo fuori dalla finestra.

Certo, non pensava che quelle informazioni sarebbero state così costose.

Persino per lui.

Presto sarebbero arrivati.

In troppi.

Persino per lui.

Ed era così stanco…

Fece scattare di nuovo la serratura della porta.

Poi si avvicinò alla cassapanca e ne estrasse la pistola.

Doveva, finire così.

"È il destino di quelli che non hanno mai accettato di avere dei limiti".

La frase preferita del suo vecchio professore.

Sorrise, per un istante solo.

La serratura scattò di nuovo.



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"The world of Men will fall"

domenica 11 gennaio 2009

Sundown





Le incomprensioni sono così strane sarebbe meglio evitarle sempre
per non rischiare di aver ragione ché la ragione non sempre serve.
Domani invece devo ripartire mi aspetta un altro viaggio,
e sembrerà come senza fine ma guarderò il paesaggio...
Sono lontano e mi torni in mente t’immagino parlare con la gente...
Il mio pensiero vola verso te per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza come indelebili emozioni che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare per dirti ancora
che sei solo tu la cosa che per me è importante...
Che per me è importante...
Mi piace raccontarti sempre quello che mi succede,
le mie parole diventano nelle tue mani forme nuove colorate,
note profonde mai ascoltate di una musica sempre più dolce
o il suono di una sirena perduta e lontana.
Mi sembrerà di viaggiare io e te con la stessa valigia in due
dividendo tutto sempre. Normalmente....
Il mio pensiero vola verso te per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza come indelebili emozioni che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare per dirti ancora
che sei solo tu la cosa che per me è importante...
Che per me è importante...
e il mio pensiero ti verrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare per dirti ancora
che sei solo tu la cosa che per me è importante...
Che per me è importante...



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"The world of Men will fall"